To kick off our year of security-focused events, which will culminate in SITC 2025, we hosted a SI Evening Talk with security consultant Stefan Dydak. Under the title "Cybersecurity: Beyond the Hype", Dydak explored common pitfalls in security, the mundane actions we can take to protect ourselves and why these often matter far more than we realize.
While much attention is given to the potential of blockchain and generative AI—both as tools for protection and as security risks—their implementation often lags behind. Despite advances in infrastructure and capabilities, many of the same old problems persist. At its core, cybersecurity is less about technology and more about people and processes.
In his talk, Stefan Dydak highlighted five key aspects necessary to make a system secure: Asset Management, Zero Trust, Security Processes, Supply Chain Security, and Crisis Management.
Asset management is rarely done well, and it is challenging to execute well. As systems grow and evolve, they depend on an increasing number of assets that must be properly vetted, tracked, and decommissioned when necessary. Unfortunately, these processes often take a back seat, leaving sensitive data exposed and creating opportunities for unauthorized access. It’s not enough to manage standard assets; organizations must also account for seemingly peripheral devices, such as temperature sensors in data centers or automated AC units. These devices are often not designed with security in mind, yet they require access to critical systems, making them potential vulnerabilities.
Even comprehensive asset management cannot safeguard a system without adherence to zero trust principles. Social engineering is always a significant threat, and if someone gains access to an entry point, they may exploit unsecured ports to access sensitive data. Organizations must ensure that access is both carefully granted and promptly revoked and that all users can be positively identified, ideally through two-factor authentication.
While security technology can provide valuable insights into potential vulnerabilities, these tools are ineffective if proper processes and controls are not in place. Communication and coordination among those responsible for security are essential. Processes should be designed to enable security and be resilient to circumvention.
Similar challenges exist in supply chain security, particularly with external providers. When third-party vendors are introduced, they can inadvertently introduce vulnerabilities. To ensure a truly secure system, internal security teams must be involved at every stage of the supply chain.
While preventing security breaches is critical, having a robust response plan is equally important. Effective crisis management requires a well-thought-out incident response plan that is actively tested and updated. This plan should include coordination with external resources, such as the police and their cybercrime units, and prioritize clear, proactive communication with employees. Keeping employees informed and engaged can prevent paralysis and maintain operational continuity during an incident.
At the end of his talk, Stefan Dydak summarized three essential principles for cybersecurity: basic cyber hygiene, top-down support, and a risk-based approach. By keeping these principles in mind, your systems can achieve a significantly higher level of security.
"La sicurezza e la fiducia sono essenziali per l'IT, le imprese e la società. Ecco perché partecipo all'iniziativa IT Expert SI".
"La UX e il design delle interfacce stanno diventando sempre più importanti per ottenere un software valido e utile. Credo fermamente che tutti coloro che sono coinvolti nello sviluppo di software debbano avere una comprensione minima delle basi, e quindi sostengo l'idea di una qualifica e di una certificazione in questo campo. In qualità di docente e professionista, mi sento qualificato per dare un contributo a questo compito e spero di poter contribuire alla definizione di una buona soluzione".
"È mia preoccupazione di cuore promuovere l'aumento della professionalità e il riconoscimento degli esperti informatici e dell'IT. In qualità di membro dello IESCo e della Svizzera francese, sono impegnato nell'attuazione del "SI Esperto IT" in generale e in particolare nella Svizzera francese".
"L'IT è un fattore di sviluppo e un motore essenziale per la tecnologia, il mercato e la società. Tuttavia, è importante considerare l'IT come uno strumento di servizio per l'utente. L'etica e la formazione continua sono indispensabili. Con IT Expert SI stiamo formando un'eccellente piattaforma per promuovere efficacemente questi temi e farli confluire nello sviluppo dell'informatica svizzera. In qualità di membro dello IESCo e di presidente del Comitato Etico di SI, mi impegno per un'attuazione equa ed etica dello statuto di SI e sostengo attivamente i valori fondamentali di IT Expert SI".
"I am participating in the IESCo because a uniform certification of the profession of computer scientists throughout Switzerland creates transparency for both professionals and companies, facilitates personnel selection and directly improves the quality of IT projects. It fills me with pride to bring our profession forward"
"I processi automatizzati hanno un grande potenziale. Le aziende e le organizzazioni, ma anche gli individui e la società, dipendono esistenzialmente dal loro sviluppo e dalla loro qualità. I professionisti che pianificano, implementano e infine gestiscono questi processi si assumono una grande responsabilità. SI fornisce la piattaforma necessaria affinché essi possano assumersi questa responsabilità con competenza dopo la formazione iniziale e fino alla pensione. In quanto associazione no-profit di esperti per esperti, la SI garantisce anche un feedback oggettivo e neutrale dalla pratica. In questo modo, ottimizziamo continuamente le best practice e i requisiti di formazione, ed è per questo che mi impegno intensamente e con piacere in IT Expert SI".
Per dare il via al nostro anno di eventi incentrati sulla sicurezza, che culmineranno nella SITC 2025, abbiamo ospitato una SI Evening Talk con il consulente di sicurezza Stefan Dydak. Con il titolo “Cybersecurity: Beyond the Hype”, Dydak ha esplorato le comuni insidie della sicurezza, le azioni banali che possiamo intraprendere per proteggerci e il motivo per cui spesso sono molto più importanti di quanto crediamo.
Sebbene si presti molta attenzione al potenziale della blockchain e dell'IA generativa - sia come strumenti di protezione che come rischi per la sicurezza - la loro implementazione è spesso in ritardo. Nonostante i progressi nelle infrastrutture e nelle capacità, persistono molti degli stessi vecchi problemi. In fondo, la cybersicurezza non riguarda tanto la tecnologia quanto le persone e i processi.
Nel suo intervento, Stefan Dydak ha evidenziato cinque aspetti chiave necessari per rendere sicuro un sistema: Gestione delle risorse, fiducia zero, processi di sicurezza, sicurezza della catena di approvvigionamento e gestione delle crisi.
La gestione delle risorse è raramente fatta bene e la sua esecuzione è impegnativa. Man mano che i sistemi crescono e si evolvono, dipendono da un numero sempre maggiore di asset che devono essere adeguatamente controllati, monitorati e smantellati quando necessario. Purtroppo, questi processi passano spesso in secondo piano, lasciando esposti i dati sensibili e creando opportunità di accesso non autorizzato. Non è sufficiente gestire gli asset standard; le organizzazioni devono anche tenere conto di dispositivi apparentemente periferici, come i sensori di temperatura nei data center o le unità CA automatizzate. Spesso questi dispositivi non sono stati progettati pensando alla sicurezza, eppure richiedono l'accesso a sistemi critici, rendendoli potenziali vulnerabilità.
Anche una gestione completa delle risorse non è in grado di salvaguardare un sistema senza il rispetto dei principi di zero trust. L'ingegneria sociale è sempre una minaccia significativa e se qualcuno riesce ad accedere a un punto di ingresso, può sfruttare porte non protette per accedere a dati sensibili. Le organizzazioni devono garantire che l'accesso sia concesso con attenzione e revocato tempestivamente e che tutti gli utenti possano essere identificati con certezza, idealmente attraverso l'autenticazione a due fattori.
Sebbene la tecnologia di sicurezza possa fornire indicazioni preziose sulle potenziali vulnerabilità, questi strumenti sono inefficaci se non vengono messi in atto processi e controlli adeguati. La comunicazione e il coordinamento tra i responsabili della sicurezza sono essenziali. I processi devono essere progettati per consentire la sicurezza e resistere all'elusione.
Sfide simili esistono nella sicurezza della catena di fornitura, in particolare con i fornitori esterni. Quando si introducono fornitori terzi, questi possono inavvertitamente introdurre vulnerabilità. Per garantire un sistema veramente sicuro, i team di sicurezza interni devono essere coinvolti in ogni fase della catena di fornitura.
Se prevenire le violazioni della sicurezza è fondamentale, è altrettanto importante disporre di un solido piano di risposta. Una gestione efficace delle crisi richiede un piano di risposta agli incidenti ben congegnato, testato e aggiornato attivamente. Questo piano deve includere il coordinamento con le risorse esterne, come la polizia e le sue unità di criminalità informatica, e dare priorità a una comunicazione chiara e proattiva con i dipendenti. Mantenere i dipendenti informati e impegnati può prevenire la paralisi e mantenere la continuità operativa durante un incidente.
Alla fine del suo intervento, Stefan Dydak ha riassunto tre principi essenziali per la sicurezza informatica: igiene informatica di base, supporto dall'alto verso il basso e approccio basato sul rischio. Tenendo a mente questi principi, i vostri sistemi possono raggiungere un livello di sicurezza significativamente più elevato.